“OGNI STORIA DI AMORE È UNA STORIA DI FANTASMI”

Lettera aperta a David Foster Wallace, uno dei miei maestri passati, presenti e futuri al quale sono e rimarrò legata per il concetto dell’infinito. .

 

 

Caro David Foster Wallace,

ogni storia di amore è una storia di fantasmi. Questa è la frase che preferisci.
Credo di preferirla su tutte le altre che non conosco ancora, si, credo che definitivamente è [sia/sarà ma è] questa che ricorderò, perchè proprio nel pronunciarla riconosco lo sforzo che richiedi, lo sforzo che hai richesto al lettore, prima ancora di cominciare tu a scrivere e lui a leggere, lo sforzo per sé non per te ma per loro.
Così mentre qualcuno continua a scivolare sulla superfice di quel vuoto che ogni arte d’intrattenimento finge di riempire, tu continui a scendere per le profondità più oscure, dove solo i fantasmi possono arrivare, da dove per tornare solo un fantasma potresti essere. Cercando il tuo genio, non per te ma per me, mi sono trovata improvvisamente di fronte a qualcosa che mi conteneva e che contiene quasi sicuramente chi ha avuto almeno una volta nella vita il terrore di se stesso, a questo punto credo tutti, almeno una volta non credi? «Anch’io tenevo le persone a distanza di sicurezza oltraggiandole, provocandole e irritandole. Perciò fidati di me: è una difesa da dilettanti, e inoltre è dolorosamente ovvia, perché dà a vedere il tuo terrore».
Hai ragione, è una cosa da dilettanti e il terrore di se stessi non è mai una buona giustificazione, ma l’abbandono e i nodi irrisolti sono sempre pervasi dai fantasmi che nessuno naturalmente vede, come i numerosi indizi che D.T. Max lascia prima di arrivare ad un epilogo secco e ci arriva perché nessuno lo ha fermato, dimmi la verità è così? Vogliamo che qualcuno ci tenga la mano per scendere? Lo fai morire perché non c’è nessuno che è stato in grado di fermarlo, dimmi la verità è così? Ti fanno esplodere la testa tutte queste domande? Stai ridendo o semplicemente stai pensando di venirmi a tirare i capelli mentre parlo di te?

Se devo pensarci, in fondo potrebbe essere così basti pensare alle persone che soffrono, più soffrono più si ricordano che tu esisti ma non vedono la tua di sofferenza. Non la vedranno mai e tu lo sai. Ecco si, potrebbe essere impossibile mettere ordine nella realtà, anche per te che vedi e racconti i più piccoli processi cercando di svelarne le dimensioni quasi come tu fossi un pittore cubista degli anni ’30. Te la sei presa? Quello che voglio dire è che il cubismo si è spento, è fallito e sai perché? A nessuno interessa andare oltre e vedere le cose in 4 dimensioni a 360° gradi completamente, c’è e ci sarà sempre qualcosa che ometterà di ascoltare o di guardare, ma soprattutto di capire. Hai sentito cosa dicono i neuro-scienziati del cubismo?

Avresti dovuto sentire cosa si dicevano l’uno con l’altro: “a meno di non voler sostenere che i cervelli di queste persone funzionano in modo diverso dal normale, si può pensare che o le leggi del cervello non funzionano come crediamo o che al cervello può forse piacere anche quello che funziona con leggi diverse dalle sue“. Incredibile vero? Allora perché le persone che ci piacciono e che amiamo e che ci abbandonano non ci leggono mai? Soprattutto non sono in grado di vedere nel futuro, nel tuo futuro come fingono e si crogiolano nel tuo passato? Se potesse essere vero allora non tutti gli amori si trasformerebbero in fantasmi. O sbaglio? Io dico che se le soluzioni escogitate da chi ti ha preceduto: postmodernisti, realisti, minimalisti si sono rivelate non solo inefficaci, ma controproducenti non ce ne sono abbastanza di quei cervelli come il tuo. Per cui lasciare a volte il compito al lettore di cavarsela da solo forse ecco…No dai, sei tu che lo dici alla fine lo devi ammettere, davanti alla realtà e a tutte queste informazioni la mente nell’impossibilità di elaborarle tutte implode? capisco in questo caso la corsa al buio. Discutibile ma sai perché? Perché vieti di andare oltre a chi non ci riuscirà mai da solo, ma forse tu lo hai capito che pochi cervelli lo apprezzano l’oltre, che pur apprezzandolo non è detto che ci vogliano comunque arrivare. [E difatti con Veronica tra l’altro è stato già affrontato questo discorso, compreso il fatto che ci sono vari livelli di ragionamento] Però ecco, ora dormirò, però cotro la corsa al buio tu una soluzione l’hai data “non venerate gli idoli, non ingabbiate la vostra anima. Dimenticatevi di me. Leggete. E lasciate che la letteratura cerchi di insegnarvi cosa significa “essere un fottuto essere umano”. olivia.

Post Scriptum: perché ho scritto una lettera a David Foster Wallace.

OLLITIMETRAVEL

Sono circa tre settimane che il mio bioritmo è stato completamente sconvolto, sottomesso ad un regime lavorativo che non so gestire in quanto non in grado di seguire talvolta le regole di chi ammette che il lavoro nobilita l’uomo. Su questo rispondo “beh! dipende”, dipende da come lo fai quel lavoro, da come tratti la tua mente e il tuo fisico mentre lo stai portando a termine, non siete d’accordo?. Comunque dicevo, sono tre settimane che mi addormento con fatica, vedo l’orologio velocemente avvicinarsi all’una, poi in un baleno diventano le due e così tutto in un colpo sono le tre, a volte le tre e mezza. E non mi addormento mai prima di quell’ora, passando i minuti e le ore a leggere, scrivere oppure semplicemente a guardare cosa succede nel mondo intorno a me, seguendo un filo. Parte tutto dalla frase di un libro che sto leggendo, poi per capirla bene cerco l’argomento anche su internet, lo approfondisco e poi lo cito e lo metto come discussione sul mio profilo facebook. Facebook. Non voglio disquisire qui se sia giusto/non giusto, se volete fatelo voi, so che a me spesso tiene compagnia, è un non luogo dove spesso mi ritrovo ad inseguire ogni arte d’intrattenimento che finge di riempire ogni vuoto che invece non viene colmato. Quindi anche io cerco di riempire i miei vuoti.

Questa notte sono tornata a David Foster Wallace, che non necessiterebbe di nessuna presentazione (a me per prima, a suo  tempo, con questo intendo il tempo giusto, è stato presentato da una cara amica, Veronica). Di lui tengo sul comodino circa tre libri che ad intermittenza fondo con le parole enigmatiche del Libro Rosso di Carl Gustav Jung, il mio libro “La regola del silenzio” (ma questa è più una storia della realizzazione del mio inconscio), Incontri con uomini straordinari di (ma non sono sicuro i fidanzati e gli amanti di cui parla) L’enigma dei numeri primi (che non è la solitudine dei numeri primi, sostanzialmente ho solo scoperto che chi svelerà l’arcano dell’Ipotesi di Riemann e della sua equazione potrebbe vincere un milione di dollari), Dio è un matematico di Livio Mario….ecco non vorrei continuare all’infinito, il mio comodino è infatti una pila di libri impolverati che restano li perché io non dimentichi, per questo lì rimangono per mesi, comunque, RIPRENDO, parlavo di Wallace, ecco i suoi tre che tengo e che non finirò mai di leggere ma solo perché non vorrò: il primo è Infinite Jest, scaricato da internet e stampato, il secondo è Considera l’aragosta, il terzo invece è proprio la sua biografia postuma, Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi, scritta da “T.D.Max”( anche se il titolo non è un titolo ma la frase preferita da Wallace e che ripeteva in continuazione), che inneggia in un certo modo alle paralisi relazionali di cui scriveva e quelle che viveva. Ma a me non interssa questo, a me interessa soprattutto cercare il genio, l’attimo in cui il filo lo ritrovo e posso assorbirlo, conservando un po’ della sua genialità  e della sua “fottuta umanità” in me.

P.S. Wallace è considerato il più importante scrittore americano della sua generazione, il suo Infinite Jest (1996) è forse il romanzo più significativo degli anni Novanta con Pastorale americana di Philip Roth eUnderworld di Don DeLillo.

 

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